“O Firenze, città
d’arte, sogni e amore
Mentre cammino per
le tu vie o lungo il fiumicello
Ogni volta l’è un
colpo al cuore
E penso “Tu sei
sempre uno splendido gioiello”
Da te tanti son nati
e con l’arte son vissuti
Brunelleschi,
Donatello, Boccaccio e Alighieri
Sono solo alcuni
dei nomi che con te nel passato son cresciuti
Ma Firenze credimi,
tu sei bella anche oggi, quanto lo eri ieri.”
Così vorrei iniziare questo post, con righe scritte da me in ottava rima da dedicare a lei: Firenze.
Perché ho scelto di aprire proprio con delle rime?
In onore ad una delle arti popolari d’eccellenza nella
mia regione: lo stornello toscano.
Perché Firenze è questo: è arte, è creatività, è
spontaneità, è passione.
E gli stornellatori ne sono un esempio: giocano con l’ottava
rima, muovendosi come funamboli tra storia, aneddoti, tradizione, accompagnati sempre da una mente fervida e vivace.
È una tradizione antica, ma mai morta, tenuta in piedi da
generazioni che non si stancano mai di cimentarsi in vere sfide a colpi di
rime.
Sono l’esempio di quell’arte spontanea, immediata che non dovrebbe mai essere persa.
E questo mi porta a parlare di un’altra forma d’arte, che
dovrebbe sempre essere tutelata perché produttrice di talenti veri.
L’arte di strada.
Il più grande esempio di musicista di strada a Firenze è
indubbiamente colui che si fa chiamare “il menestrello”: Claudio Spadi.
Lo potete trovare nelle sere fiorentine su un Ponte Vecchio sempre brulicante di turisti e cittadini, con la sua chitarra e la sua
inconfondibile voce.
Perché parlo di lui?
Perché per me è una figura di riferimento nella scena
fiorentina, da anni e anni: rappresenta esattamente tutto ciò che ho riportato
poco più sopra.
Arte, creatività, spontaneità, passione.
È indubbiamente un grande musicista, che riesce a riproporre
canzoni scelte con grande gusto, reinterpretandole con intensità e
coinvolgimento.
Se volete ascoltare qualcosa di lui, basta cercare il suo nome su You Tube e compariranno immediatamente molti video realizzati da turisti e cittadini.
Se volete ascoltare qualcosa di lui, basta cercare il suo nome su You Tube e compariranno immediatamente molti video realizzati da turisti e cittadini.
Lui è uno dei tanti artisti che allietano le nostre
passeggiate fiorentine, assieme a pittori, maghi, violinisti, chitarristi e molto
altro ancora…
Si tratta, spesso, di talenti eccezionali, di personaggi
che riescono a catturare la nostra attenzione e fondere la
loro arte con un paesaggio che già di per sé è un capolavoro.
Per capirlo, basta andare ad ascoltare proprio lui, Claudio Spadi,
mentre il vostro sguardo volge verso una luna che si riflette sull’Arno, verso
i suoi storici palazzi e ponti.
Posso assicurarvi che la magia è assicurata.
Ma la vita per questi artisti in Italia, non è così semplice.
Ma la vita per questi artisti in Italia, non è così semplice.
All’estero è tutta un'altra storia e l'ho più volte constatato con i miei occhi: in
Italia, invece, la tutela di questi talenti non sempre è così scontata, tanto che lo
stesso “menestrello” fiorentino, in occasione del suo ritorno sul Ponte dopo
molto tempo, ha dichiarato quanto la lunga attesa fosse stata contro il suo volere.
Le regole, la burocrazia, le firme…
Certo, ci sono molti altri problemi in Italia e assai più
gravi (e ve lo dice una momentaneamente senza lavoro): ma senza arte, dove andremmo?
Soprattutto in un Paese che vibra di cultura in ogni suo
angolo, si dovrebbe sperare in un’attenzione maggiore a ciò che può dare lustro
alle nostre città.
Ed invece, purtroppo, è ancora dilagante il pregiudizio
che l’artista di strada sia una specie di mendicante e che la sua presenza sia
un fastidio.
No, gli artisti di strada talentuosi sono una risorsa da
proteggere, sono un bene per la vita di una città e per la difesa della libera
espressione artistica.
Tutti si fermano ad ascoltarli, cantare assieme a loro, sognare ad un assolo di chitarra, immortalarli con il cellulare, ridere ad un gioco proposto,
stupirsi ad un trucco di magia.
Perché noi abbiamo bisogno di questo.
Di stupirci, di cantare, di ballare, di sorridere, di
condividere.
E se ci viene tolto anche questo, ci rimangono solo città
grigie e piatte.
Quindi onore a Claudio e a tutti gli altri che in Italia
rendono ogni giorno le nostre città più ricche, armati solo di una chitarra, di un gessetto colorato o di un cappello che nasconde magie, ma tutti accomunati dalla voglia di condividere con noi ciò che il mondo a volte dimentica, sopraffatto da guai e crisi.
Le emozioni.
Perchè quelle più semplici sono le più forti.
Le emozioni.
Perchè quelle più semplici sono le più forti.
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