Sta facendo molto discutere la nuova campagna pubblicitaria del parco divertimenti Liseberg a Goteborg, in Svezia.
In primo piano il volto disperato di una bambina in lacrime che spinge a domandarci: ma cosa sarà mai successo?
I genitori non le hanno voluto comprare un giocattolo o è costretta a mangiare una minestra di verdure?
No, niente di tutto ciò: basta tradurre in italiano lo slogan della campagna e tutto sarà chiaro.
“Alcuni bambini sono costretti a trascorrere le loro vacanze in Italia”.
Le polemiche da parte del nostro Paese non hanno tardato a farsi sentire, ma consoliamoci: non siamo soli.
Altri due manifesti riportano altri bambini in lacrime, questa volta perché costretti a trascorrere l’estate a Maiorca e a Creta.
Italia, Spagna, Grecia: tre Paesi del Sud Europa duramente colpiti dalla crisi, ma ricchi di cultura e luoghi da visitare.
Casualità?
Quel che è certo è che neppure nella patria dell’Ikea hanno particolarmente amato questa campagna: vedere il volto di un bambino in lacrime non è mai l’espediente giusto per attirare nuovi clienti.
Un parco divertimenti è sinonimo di sorrisi, divertimento e l’averlo collegato ad un’immagine di tristezza non verrà certo ricordato come una geniale trovata pubblicitaria.
Alle prime forti accuse rivolte dalla comunità greca in Svezia, hanno cercato di difendersi il responsabile marketing Kent Kierdorf e l’amministratore delegato Julia Vasilis:
“L’idea era di paragonare Liseberg a posti belli, che tutti amano. Ci spiace che qualcuno abbia pensato a intenzioni denigratorie”.
Sola ammirazione verso i nostri Paesi, quindi?
Nel frattempo potremmo suggerire loro di introdurre un nuovo gioco nel parco: l’arrampicata sugli specchi.
(articolo pubblicato anche su 055Firenze.it)
(articolo pubblicato anche su 055Firenze.it)

roba da matti...forse avevano un'intenzione ironica ma non ci hanno fatto ridere.
RispondiEliminaA dire il vero gli svedesi un tempo erano grandissimi amanti della Sardegna e anche delle altre bellezze naturali italiane. Da un po' di tempo se ne vedono sempre meno...soppiantati da russi e tedeschi, i nuovi (e vecchi) benestanti. Mi meraviglia che in un Paese civilissimo, direi esemplare come la Svezia siano incorsi in un infortunio del genere. Forse sono cambiati anche gli svedesi, insieme agli italiani e al resto degli europei...